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Il tramonto de "l’anti-aging" e la nascita di un nuovo paradigma, strategie di marketing e innovazione

tre persone che camminano per strada. Sono due donne e un uomo posto al centro, vestiti da lavoro di ufficio.

Per decenni, il settore beauty ha costruito la propria narrazione intorno al concetto di "anti-aging", proponendo prodotti e trattamenti con l'obiettivo di combattere il tempo. 


Tuttavia, il recente Openstreams Global Beauty Industry Summit tenutosi alle Nazioni Unite nel dicembre del 2024, ha evidenziato un cambiamento di paradigma: il 50% degli esperti intervistati ritiene che "healthy aging" sia il termine più appropriato per definire il futuro del settore.


Altri termini emergenti come "well-aging" e "vitality-boosting" (23,3% delle preferenze ciascuno) suggeriscono una transizione verso un linguaggio più positivo e inclusivo.


I numeri del cambiamento: cosa pensano i consumatori?


Un sondaggio globale condotto da BEAUTYSTREAMS su oltre 1.000 consumatori in sette paesi (Brasile, Cina, Francia, India, Marocco, Nigeria e Stati Uniti) ha rivelato dati interessanti:

  • Il 62,3% degli intervistati ritiene che i social media favoriscano un ideale di bellezza legato esclusivamente alla giovinezza.

  • Solo il 7,3% dei consumatori considera "vecchio" uno stato mentale piuttosto che un dato anagrafico.

  • Il prezzo rimane un ostacolo: il 58,6% dei consumatori ritiene che i prodotti anti-aging efficaci siano troppo costosi.

  • La percezione dell'età varia ampiamente: se in Brasile si considera "vecchio" chi ha 53 anni, in Nigeria la soglia sale a 70,9.


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Nuove opportunità per i brand: linguaggio, innovazione e targetizzazione


Le aziende del settore devono adattare la loro strategia per restare rilevanti in un mercato in evoluzione:

  • Evoluzione del linguaggio: termini come "longevity", "prevenzione" e "skin health" (traducibile in Italia in modo considerato non controverso con “benessere della pelle”) devono sostituire la retorica della lotta contro il tempo. In Cina e Australia, le normative vietano l'uso del termine "anti-aging" a favore di claim più scientifici e misurabili.

  • Innovazione nei prodotti: L'Oréal e Estée Lauder stanno già investendo in ricerche sulle proteine della longevità e sul microbioma cutaneo. Il futuro della cosmetica sarà sempre più personalizzato e basato sulla scienza.

  • Retail e customer experience: i negozi fisici devono diventare hub di benessere e inclusione sociale, mentre l'online deve puntare sulla consulenza digitale e sull'acquisto assistito con intelligenza artificiale.


In sintesi, il futuro appartiene ai brand lungimiranti.


Il cambiamento in atto non è solo tendenza o meramente lessicale ma culturale.

I brand che sapranno comunicare con autenticità, offrire soluzioni su misura e abbracciare il concetto di benessere a lungo termine saranno quelli che guideranno il settore beauty nei prossimi anni. Non si tratta più di vendere l’irraggiungibile eterna giovinezza, ma di celebrare e sostenere la bellezza in ogni sua fase.






Katia Anna Calabrò, autrice degli articoli di digital innovation beauty lab


Più di vent’anni d’esperienza in marketing, comunicazione, social media per il beauty & wellness. Ha lavorato con importanti brand di settore. Consulente, speaker, formatrice e autrice. Il suo motto: sono meno noiosa della mia bio!


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